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Christine, ...ovvero la piccola Fata del Nord

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Kastania
view post Posted on 2/9/2005, 19:07 Quote





E così,eccomi qui con l'ennesima FF. Ho deciso di iniziare a postarla,sebbene per il momento abbia scritto solo pochi capitoli. Gli impegni mi stanno succhiando più tempo ed energie di quanto avessi pensato,e quindi non sarò affatto regolare d'ora in poi nel postare. Questo lo premetto,visto che invece fino ad ora ho mostrato una certa puntualità.
Insomma,se inizio a comportarmi come la Wandering...abbiate venia!!!

Da quando ho letto il libro,anni fa,e a maggior ragione quest'anno,in cui di POTO si è tanto discusso e dibattuto wink.gif, mi sono sempre chiesta cosa ci fosse dietro la psicologia apparentemente fragile e debole di Christine. Quale è stata la sua storia prima dell'incontro con Erik e con il teatro dell'Opera,prima di Raoul e del canto...cosa può averla resa così come la troviamo nel racconto e nel film. Così,mentre la grandissima Stefy ci narrava dell'infanzia e della gioventù del "povero,sfortunato Erik",io tra me e me tessevo i fili della storia di Christine.

Così,a modo mio, ho provato a dare una risposta ai punti oscuri. Spero che la storia possa piacervi,e andiamo dunque a cominciare....

(P.s.: per meglio adeguarmi al titolo de IL FIGLIO DEL DIAVOLO,e scopiazzando da Mavi-Black..ecco la storia della Fata del Nord)

(il racconto non sarà scandito da veri capitoli,perchè alcuni sarebbero troppo lunghi e altri troppo corti. Verranno scanditi i cambi di tempo e spazio,più che altro.smile.gif )

p.p.s: dal momento che ho scelto un cast (tongue.gif), aggiungerò man mano qui nel primo post i personaggi che descriverò,con il relativo attore che lo dovrebbe interpretare. Ovviamente, i personaggi originali del film rimarranno gli stessi. wink.gif

GUSTAVE DAAE' Alessio Boni
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ISABELLE DAAE' Barbara Bobulova
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MATHILDE VALERIUS Virna Lisi
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VERONIQUE MILLARD Giovanna Mezzogiorno
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VITTORIA MASSELLI Margherita Buy
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ANNA MARIA SORELLI Anna Valle
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ARMAND LEFEVRE Franco Castellano
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JULIA TAMAYO Ines Sastre
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ROBERT ABBOTT Kim Rossi Stuart
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VISCONTE PHILIPPE DE CHAGNY Stefano Dionisi
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ALEXANDRE
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Edited by Kastania - 14/3/2006, 20:16
 
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Kastania
view post Posted on 2/9/2005, 19:10 Quote





Una notte ho udito la tua voce lontana
E nelle fiamme della mia anima torturata
Ho ben compreso che mai saresti stata mia
Eppure attendo ancora,pur senza speranza,
di sfidare il mio destino
Su di me grava un’eterna maledizione,
una condanna alla solitudine assoluta,
so bene che mai dividerai la tua vita con me…
E’una causa persa,perché una Dea non discende mai fra i mortali,
e meno che mai fra i dannati…


Christine si svegliò nel cuore della notte,il fiato corto,ricoperta di un sottile strato di sudore,del tutto inspiegabile nel rigido mese di gennaio.
Si strinse nelle coperte come una bambina,sollevandosi mezza a sedere sul letto,e spiando l’oscurità che sembrava aver inghiottito il mondo.
Un mondo così estraneo,la notte…

Se solo potessi vedere il mondo come io lo vedo…
Se potessi vivere la notte al mio fianco per sempre..
Se potessi davvero vedermi,angelo mio,
se potessi credere ciecamente in me!

Forse potresti amarmi, e lasciare che io ti veneri
Forse potresti cambiare le pagine del libro del mio destino..
Darei in cambio tutta la mia miserabile vita
Per un solo tuo sorriso di gratitudine…

Cosa accadrà domani?
Cosa accadrà se tu non mi udrai più cantare?
Cosa accadrà quando l’amore verrà a te?
Io perderò il mio dolce angelo...


La voce tacque.
Christine si sentiva smarrita: non le era mai capitato nulla di simile,nella vita.
Sentì un brivido di freddo mentre la stanza risprofondava nel silenzio. Non sapeva come porre rimedio a quell’ovattato tacere….oh,come avrebbe voluto poter udire di nuovo quella voce cantare!!

Proprio ora che l’Angelo della Musica era venuto a lei, lo stava perdendo per sempre. No,non doveva permetterlo!!!
Si alzò velocemente dal letto,e si gettò uno scialle sulla sottile camicia da notte. I piedi nudi sul pavimento gelido le dolevano,ma non perse tempo a rivestirsi o a cercare le sue scarpe.
Si inginocchiò,ed iniziò a pregare sommessamente,lo sguardo rivolto in alto, affondato nel buio impenetrabile della camera.

“Angelo,Angelo,canta ancora per me! Tu canti come non ho udito mai nessuno fare..possiedi un dono che agli umani è precluso. Solleva la mia anima fra le tue braccia, eleva il mio spirito alle tue altezze, infondimi la tua grazia ed il tuo dono,ti prego! Angelo della Musica, prendi possesso del mio corpo e del mio spirito, donami la tua gloria! Prendi la mia mano e portami via con te… il mio cuore trema,il mio spirito è debole, solo tu puoi aiutarmi…ti prego…”

Le parole appena sussurrate furono interrotte dalle calde lacrime che le rigarono le guance. Nessuna risposta al suo accorato appello,perché? L’angelo era lì con lei,ne era sicura…poteva udirne il respiro irregolare, percepirne l’eterea presenza tutt’intorno.

Non vide nulla,in quel buio pesto.
Ma le parve…o forse fu un sogno,che una mano gentile le asciugasse il viso, la sollevasse in braccio e la riportasse a letto.
Christine chiuse gli occhi, e si arrese a quel destino.
Ancora non sapeva cosa sarebbe accaduto….


In un altro tempo e in un altro luogo...


La bambola era assolutamente splendida.
Non ne aveva mai veduta una uguale,nel piccolo villaggio dove era sempre vissuta fino ad allora.
Non aveva mai sognato di possederne una simile…

Sembrava davvero una piccola dama parigina, con una complicata e raffinata acconciatura di riccioli biondi a incoronarle il capo elegante. Un abito soffice e candido come una piuma, vaporoso e arricciato le scendeva sulle spalle eleganti,sul vitino sottile e ben delineato, stretto in un busto che imitava l’ultima alta moda francese,impreziosito da piccoli strass che brillavano come veri diamanti. Le ampie sottogonne le conferivano un’aria seria ed elegante,come le minuscole scarpine intagliate che le calzavano i piedini torniti.
I grandi occhi blu sembravano fieri e distanti, persi nei divertimenti e nel lusso che la Francia sapeva offrire.

Christine non riusciva quasi a respirare per la fortissima emozione.
Allungò con reverenza una manina, osando appena sfiorire quel meraviglioso balocco.
Alle sue spalle, risuonò la risata divertita di suo padre.
“Forza,bambina,prendila. E’tua…sei contenta del ricordo che ti ho portato da Parigi? Non appena l’ho vista ho pensato che era il regalo perfetto per la mia adorata principessina…”

Colma di affetto e gratitudine, Christine si voltò e corse ad abbracciare strettamente l’adorato genitore.
Il padre la strinse forte a sé,sollevandola fra le braccia e facendola roteare nell’aria,leggera come una nuvola.
“Ahhh…allora non mi sono ingannato! Ti piace!”
Christine annuì solennemente. “Non ne ho mai immaginata neppure una così bella… grazie papà,ti voglio tanto bene!” gli rispose schioccandogli un bacio sulla guancia.
“Sai Christine? Un giorno,quando sarai più grande,mi accompagnerai nei miei viaggi..Vedrai Parigi,e ti comprerò un vestito come questo..ma tu sarai molto più bella,bambina mia,molto di più! Sarai così bella e piena di talento che anche gli angeli scenderanno dal cielo per venirti a vedere!”
Risero entrambi,nel rinnovare quel semplice gesto fra loro,quel gioco scherzoso che li univa da anni.

“Sei sempre il solito sconsiderato!”
La voce di Isabelle Daae risuonò gelida nella stanza.
Christine spalancò gli occhi,mentre il padre la depositava con cautela a terra.
Fissò abbacinata la figura arrabbiata della madre che si precipitava nella stanza, e che sollevava con un’espressione di scherno la sua preziosa bambola.
“Non mi risultava che fossimo tanto ricchi da poterci permettere giocattoli simili.”
La voce della madre le sferzava le orecchie come una frustata,sibilando carica di minaccia nell’aria,e saturando la stanza di una strana tensione.
 
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view post Posted on 2/9/2005, 20:26 Quote
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Jen

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CITAZIONE
Quale è stata la sua storia prima dell'incontro con Erik e con il teatro dell'Opera,prima di Raoul e del canto...cosa può averla resa così come la troviamo nel racconto e nel film

quando l'avevi spiegata a me non avevi usato questi termini tongue.gif ghghghghgh
comunque.... ti ho già detto tutto quello che dovevo dirti (premetto che io l'ho letta un po' di tempo fa), ovvero, che è bellissima biggrin.gif

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hide behind an empty face, don't ask too much, just say
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boleroazul
view post Posted on 2/9/2005, 20:28 Quote





Wow Lara!!! un tuo nuovo racconto...attendevo con ansia! Sai com'è ormai sono affezzionata all'insonnia che le tue storie procurano. w00t.gif biggrin.gif
 
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boleroazul
view post Posted on 2/9/2005, 21:24 Quote





CITAZIONE (Kastania @ 2/9/2005, 20:10)
Non vide nulla,in quel buio pesto.
Ma le parve…o forse fu un sogno,che una mano gentile le asciugasse il viso, la sollevasse in braccio e la riportasse a letto.
Christine chiuse gli occhi, e si arrese a quel destino.
Ancora non sapeva cosa sarebbe accaduto….



Lara come sempre il tuo stile è da

Perchèla signora Daeè mi preoccupa blink.gif ???
 
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Meridian
view post Posted on 2/9/2005, 23:14 Quote





WOooow, Lara, finalmente un'altra tua storia!! Sono molto contenta!!
Come inizio promette molto bene tongue.gif
 
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view post Posted on 3/9/2005, 00:18 Quote
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Che bello Lara! una gradita sorpresa!

L'inizio promette molto bene!!!

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view post Posted on 3/9/2005, 09:27 Quote
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Perchèla signora Daeè mi preoccupa blink.gif ???


Preoccupa molto anche me.... huh.gif blink.gif dry.gif

Edited by gemini21 - 3/9/2005, 10:28

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"For me a great date is walking through a city's streets. I like doing something that pulls more out of both of you"
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Kastania
view post Posted on 3/9/2005, 10:30 Quote





Gustave Daaè allargò le braccia, in un gesto di sconsolata e buffa disperazione.
Cercava di proposito di non notare il tono carico di risentimento della moglie.
“Isabelle… so perché il tuo umore è così nero!” ammiccò,cercando di strapparle un sorriso. Si allontanò solo di qualche passo, per raggiungere i bagagli abbandonati nell’ingresso. Tornò nella stanza con un pacchetto avvolto in una carta da pacchi celeste e sottile,e lo porse con una buffa riverenza ad Isabelle.
“Non mi sono certo dimenticato di te,amore mio…ognuna delle mie principesse ha diritto al suo regalo.”

Isabelle strappò il pacchetto,senza che l’espressione corrucciata abbandonasse il suo viso.
Christine si sentiva a disagio,avrebbe voluto scappare fuori, correre fino a sentirsi mancare il respiro…ma una strana trepidazione la tratteneva, la inchiodava al pavimento.
La madre estrasse dall’involto uno scialle sottile, morbidissimo,quasi impalpabile,di colore rosso vivo.
Un’indumento semplicissimo,ma di squisito taglio e fattura.
Perfino Christine,che aveva soltanto cinque anni, se ne rese conto immediatamente.
Un sorriso sembrò stirare le labbra rosse di sua madre…ma durò soltanto un istante.

Con rabbia, Isabelle Daae scagliò l’indumento in un angolo della stanza, con una rabbia inusitata ed improvvisa che terrorizzò la figlia.
“Sei impazzito,Gustave? Te ne vai per mesi, ci lasci qui quasi a morire di fare… lo sai che neppure il macellaio ci vuole più far credito? Ed è mio cugino! E poi torni a casa,carico di pacchi come Santa Claus…pensi che sia questo il modo giusto di occuparsi di una famiglia? Io non riesco più a lavorare come prima, non guadagno abbastanza, e quest’inverno Christine dovrà andare a scuola… Dio mio,comportati da adulto,per una volta! Smetti di sognare!”

Gustave Daae si era fatto pallido in volto.
“Isabelle, ti ho mandato la mia paga ogni mese. Lo sai,come violinista non guadagno ancora molto,ma le cose miglioreranno. Ho un’offerta per la prossima stagione da parte della Scala di Milano… vedrai,ogni cosa si aggiusterà. Non siamo poi in miseria,ne sono certo. Domani stesso farò il giro dei creditori e salderò ogni debito. Non ti devi preoccupare più,amore.” Si avvicinò alla moglie, sollevandole il mento fra le mani e depositandole un rapido bacio sulle labbra. “Sono tornato.”

Isabelle lo spintonò via,gridando come un’ossessa.
“No,tu non sei tornato. Sei solo qui di passaggio fra una tournee e l’altra! Eppure lo sai bene che guadagneresti meglio come insegnante di musica che come musicista! In città avresti molti allievi,la signora Daeogs non si stanca mai di ripetermelo,e non avremmo più problemi…non dovrei temere di non avere i soldi per la legna,quando la stagione è più rigida del previsto! Non si possono inseguire i sogni per una vita intera!Devi impararlo!”

Lui sospirò,rassegnato.
“Isabelle,sai bene che non potrei vivere così. Non potrei perdere il mio tempo ad insegnare a qualche imbecille pieno di soldi come martoriare uno strumento musicale solo per vantarsi con i suoi conoscenti. Io ho bisogno di suonare, di vivere di musica. Sono sempre stato così,e un tempo lo eri anche tu. Perché non riesci più a capirmi?”

Isabelle fissò un punto indistinto e lontano,mentre seguitava ad ascoltare il marito.
I suoi occhi si erano spalancati,inseguendo immagini e suoni lontani nel tempo..
D’un tratto, afferrò la bambola dal tavolo,e la scagliò in terra,con orrido fracasso.
Christine gridò disperata,iniziando a piangere.

Con occhi fiammeggianti, Isabelle sembrò sfidare il marito.
“Un tempo eravamo uguali. Ma ora non lo siamo più.”
E scomparve rapidamente dalla stanza,lasciandosi alle spalle lo sbattere dell’uscio e le lacrime incredule della figlia,che cercava inutilmente di ricomporre i cocci della sua bambola,oramai irrimediabilmente incrinata, deturpata... perduta per sempre.

Gustave strinse forte i pugni,per dominarsi.
Questa volta Isabelle aveva davvero esagerato…poteva bistrattarlo quanto voleva, lui era adulto,e la sua anima aveva le spalle larghe. Ma Christine…non era che una bambina,maledizione!
Si accovacciò accanto alla figlia,che stringeva al petto i resti di quella piccola dama distrutta dalla furia di una donna tormentata.

“Piccola mia,non piangere! Nella vita c’è sempre rimedio…vedrai che l’aggiusteremo!”
Cercò di forzare il suo tono,fingendosi allegro ed ottimista. Ma davanti agli occhi tristi e velati di pianto della figlia,si sentì spezzare il cuore.
Raccolse i cocci fra le mani, e si alzò.
“Aspettami qui,principessina”disse soltanto,ed uscì,incamminandosi verso il suo studio.

Christine si asciugò gli occhi,e si sedette rassegnata sul piccolo divano accanto al caminetto.
Il viso di quella bambola stupenda era solcato di ferite inguaribili,e neppure le mani esperte ed amorevoli del padre avrebbero mai potuto sanarle.
Non si accorse del tempo che passava…il tepore del focolare e le troppe emozioni la vinsero,e sprofondò nel sonno.
 
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view post Posted on 3/9/2005, 10:44 Quote
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Gerrolizzate croniche!!!

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Cavoli !!!!! Ero abituata ad un'infanzia diversa di Christine... mi stai proprio sconvolgendo Lara

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Kastania
view post Posted on 3/9/2005, 10:46 Quote





...e non avete ancora letto niente....
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Hiyoko
view post Posted on 3/9/2005, 12:08 Quote





che bella! happy.gif happy.gif
 
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Kastania
view post Posted on 3/9/2005, 17:32 Quote





Mi ero dimenticata una cosa...come da migliore tradizione (Don Kozmic insegna!!! ) ho deciso di dare un volto ai personaggi,man mano che li descrivo.

Così,ecco Isabelle e Gustave.

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Meridian
view post Posted on 3/9/2005, 18:12 Quote





sconvolgente, davvero sconvolgente questo nuovo cap Lara...Isabelle gia mi sta sulle scatole XD.
 
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Kastania
view post Posted on 3/9/2005, 19:09 Quote





smile.gif aspettate a giudicare troppo severamente Isabelle... quando vi avrò raccontato la sua storia sarete più indulgenti con lei! wink.gif
 
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421 replies since 2/9/2005, 19:07
 
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